Bibliografia
Esplora la mia bibliografia per approfondire la conoscenza della mia arte. Troverai recensioni, articoli e pubblicazioni che offrono una panoramica completa del mio percorso artistico e delle influenze che lo hanno plasmato. Scopri di più sulle mie opere e sul contesto in cui sono nate.

Recensioni e critica
Questa sezione raccoglie recensioni di mostre, articoli di critica d'arte e altri scritti che analizzano il mio lavoro. Offrono diverse prospettive e interpretazioni, contribuendo a una comprensione più ricca e sfaccettata della mia produzione artistica.
Rosario Pinto
Un ottimo intervento, questo di Roberto Sanchez, che testimonia della prospettiva larga e lungimirante di una creatività che dimostra, nei fatti, di saper spostare l'asticella sempre più in alto, non fermandosi mai all'effimero della cronaca, guardando, piuttosto, alla storia.
Ed un pezzo importante di storia, Roberto provvede a scriverlo con entusiasmo e pienezza di contenuti e riesce a dimostrare come sia possibile praticare una trasmutazione prospettica scalando il processo del pop in una prospettiva di dilatato profilo astrattista, un profilo astrattista di cui egli declina un indirizzo 'progressivo' che abbiamo ritenuto opportuno e doveroso riconoscere come gradiente altamente qualitativo non solo per il suo disporsi formale, ma per le capacità intrinsecamente cinestetiche che si rivelano attive proprio - ed anche - attraverso quella prospettiva di 'tangram", che egli giustamente rivendica e che costituisce - con la sua proposta di interattività creativa - un aspetto importante e fondamentale a giustificazione e motivazione logica del riconoscimento di 'progressivo' del proprio orientamento fertilmente astrattivo.
Ma c'è dell'altro: la capacità di Roberto di 'fare sistema', la sua capacità di non chiudersi nel guscio asfittico di un individualismo senza ragioni, sapendo egli scegliere di muovere alla ricerca di sinergie e di opportunità di ampliamento degli orizzonti. Da questo punto di vista insomma il suo 'ASTRATTISMO PROGRESSIVO' costituisce anche una formidabile proposta 'politica', un richiamo forte all'arte napoletana (e non solo) a 'fare sistema', suggerendo capacità ed opportunità propositive 'diverse' dalla 'pappina' che normalmente ci viene imposta da un mondo dell'arte che continua ad usare Napolj come 'colonia' con la complicità - molto spesso ingenua e inconsapevole - di artisti che si lasciano abbagliare da promesse di 'sirene' che si rivelano, alla lunga, ingannatrici.
In tutto ciò Roberto Sanchez dimostra che si può fare diversamente; e, con i fatti, egli rimanendo coraggiosamente sulla scena, dimostra, ad esempio che il suo 'Museo Minimo' non è soltanto un luogo di esposizione, ma un elaboratore di pensiero quel pensiero che non può non costituire il nocciolo addensato della componente contenutistica che distingue l'arte sinceramente tale da tutto ciò che invece, è 'mercato dell'arte'.
Sono orgoglioso della amicizia che mi lega a Roberto, ma è giusto anche dichiarare che tale amicizia non costituisce velo alla serenità critica di jna valutazione dell'opera di Roberto che storicamente, si distende nel tempo, dimostrando di saper sviluppare la consistenza astrattiva nella sua misura 'progressiva' come prodotto di una delibazione lunga e responsabilmente sviluppata, forte di sensibilità anche figurative (si pensi alla sua straordinaria stagione di 'Napoli visionaria') e, non meno, di delicate impermanenze di ascendenza 'futurista' quasi a confermare, nei fatti quel sottile e tenue legame di contatto che poteva essere ritenibile tra una sensibilità, appunto futurista, e le declinazioni poi, propriamente astrattive, capaci esse di arricchirsi, peraltro, anche di un non incongruo spessore 'materico'.
Il richiamo ancestrale ad una nobilissima ed esaltante personalità, che qui vorremmo suggerire, come quella di Raffaele Castello, spiega ancor meglio di qualsiasi possibilità di argomentazione e di pronunciamento ecfrastico, la proponibilità della posizione creativa di Roberto Sanchez come quella di un 'pezzo' vitale della autonomia storica di una creatività astrattista napoletana che àncora le sue radici, molto lontano nel tempo, già al principio del '900 e, con qualche personalità specifica addirittura negli ultimi decenni dell'800.
Cosa significa tutto ciò? due cose almeno:
1) che l'opera omnia di Roberto Sanchez si svolge nella storia e non nella contingenza effimera;
2) che il suo impegno dimostra che la creatività napoletana è molto più avanti - è, appunto, 'progressiva' - di quanto non si voglia far credere, anche se la miopia delle istituzioni (politiche, culturali, accademiche, di mercato e, spesso, anche critiche) provvede ad oscurare ed infrenare.
Marco Di Mauro
Le costruzioni pittoriche di Roberto Sanchez, in bilico tra l’esigenza di un ordine razionale e la volontà di esprimere i propri umori, risentono delle ricerche astratte che, sul finire degli anni Settanta, videro protagonisti Barisani, De Tora, Di Ruggiero, Riccini, Tatafiore e Testa, riuniti nel gruppo di “Geometria e ricerca”. In questo clima culturale, moderno e stimolante, Sanchez ha formato la sua cifra stilistica, orientandosi verso la rappresentazione di piani obliqui che, in movimento continuo, attraversano lo spazio pittorico, s’intersecano e danno vita a trame di luce. Nell’intreccio dei piani s’intuiscono visioni urbane e simulazioni architettoniche, che perdono ogni residuo oggettivo, ogni riferimento alla realtà sensibile, per definire una struttura visiva pura. Una purezza che non è freddezza matematica ma equilibrio delle pulsioni, tradotte in accensioni cromatiche e delicati passaggi tonali. Su questa trama s’impostano segmenti verticali e obliqui, sintetiche allusioni agli uomini che abitano e vivificano lo spazio urbano.
Roberto Sanchez, lungi da un’asciugatura dei dati spaziali, tende ad arricchire le suggestioni geometriche con accostamenti di piani-colore a trama e inserisce il principio di scomposizione-ricomposizione tipico dell’anagramma, sostituendo alla parola l’immagine.
Sanchez cavalca l’incerto, il provvisorio, cerca di coinvolgere il fruitore. Molte sue opere giocano sulla combinazione, evocano il “tangram”, antico gioco cinese basato su assemblaggi geometrici.
Il potenziale dinamismo sotteso alle scansioni astratte diventa un fattore esplicito e determinante nell’opera di Sanchez, che ordina piani obliqui in moto perpetuo. L’artista napoletano guarda alla base geometrica scatolare non come elemento combinante definitivo, bensì come veicolo di aperture poetico-spaziali.
Scheda critica di Vincenzo Montella con uso di IA
L’opera di Roberto Sanchez, parte della serie dedicata all’Astrattismo Progressivo, si presenta come un dialogo visivo tra forme geometriche in tensione e movimenti armonici che sfidano la staticità del supporto. Dominano i toni caldi e terrosi accostati al bianco e a sfumature scure e fredde, come il nero e il verde-grigio. Questa palette cromatica crea un forte contrasto che guida lo sguardo dell’osservatore lungo traiettorie curve e linee spezzate, suggerendo un moto continuo che non si esaurisce mai.
La composizione è equilibrata, con una tensione tra le superfici piatte e i segmenti curvilinei che si incrociano e si sovrappongono in maniera vorticistica. Le linee bianche sottili, in particolare, sembrano tagliare e connettere i diversi piani, introducendo un ritmo visivo che amplifica l’impressione di un “fermo immagine” catturato nel flusso temporale. È proprio questo concetto di transizione e passaggio, tipico dell’Astrattismo Progressivo, che caratterizza il lavoro: l’opera non si limita a raffigurare una forma, ma invita a cogliere un momento in un processo evolutivo.
Il risultato è un cronotopo che sfugge a una dimensione lineare del tempo, spingendo invece verso un’idea di simultaneità e fluidità. La sua forza risiede nella capacità di trasmettere energia visiva e concettuale, rendendo l’opera un’esperienza di movimento e cambiamento perpetuo.
Giancarlo Da Lio
E’ già passato un secolo dalla presentazione del Manifesto del Futurismo e non sempre i movimenti successivi ne sono stati all’altezza. Un limite difficilmente, estremamente difficile da superare. E’ in questo contesto che riconosco in Roberto Sanchez questa capacità, onestà mentale. Operando senza inutili estremismi è riuscito a creare un qualcosa di estremamente personale riuscendo a superare gli antichi e sempre attuali limiti. Le sue ultime opere dedicate alla Mobilità/Movimento ne sono una conferma. Dissoluzione della forma (apparente) con l’offrire la possibilità di operatività al pubblico. Ma le caratteristiche essenziali rimangono sempre di proprietà dell’artista. Una scomposizione attiva, positiva per un usufruitore non pigro e soprattutto Mobile rispetto alle esigenze dello spazio in cui viene inserito. Quindi uno spazio che oltre che essere fisico è psicologico. Lo spazio e il tempo sono assai diversi nel concetto delle varie culture (W-E) e l’opera diventa più democratica nel senso di offerta, possibilità. Naturalmente per quelle persone che con le loro sensibilità riescono a comprendere le possibilità offerte loro da Roberto Sanchez, artista del III millennio.
Roberto Sanchez - Un Dialogo tra Spazio e Tempo
di Giovanni Cardone
”… Ho sempre amato incontrate gli artisti nel proprio studio è quello che ho fatto anche con Roberto Sanchez essendo uno studioso del futurismo e dell’astrattismo- geometrico sono rimasto rapito dalla sua arte, egli rappresenta in toto l’esistenza e i suoi significati più profondi. Certamente posso dire che la pittura di Roberto Sanchez si avvicina al linguaggio futurista di Giacomo Balla e in particolar lo si evidenzia dal gesto, dalla forma e dallo spazio e dalla scomposizione delle opere che segnano e dividono lo spazio ed aprono per alcuni aspetti a pennellate irregolari e dinamiche . A queste s’intervallano linee sottili costitutive di minimi tracciati poliritmici, penetranti somatizzazioni che registrano la vigorosa rapidità con cui Roberto Sanchez imprime sulla tela la propria indelebile organizzazione astratto- geometrica. La sua pittura sostiene equilibrismi accumulativi ed esercizi di gesto che smembrano la materia colorata con nitida soggettività, frugando il reale e nel contempo scavando animosamente dentro l’inconscio che in automatico produce una tensione moto-emotiva totalizzante, la quale filtra per poi implodere senza leggiadrie superficiali sulla tela, all’interno di movimentazioni cromaticamente disgiuntive-congiuntive. Roberto Sanchez è tenace, non ammette remore nella manifestazione di un “sé” stretto tra visioni e forza interiore; “sé” interloquente con il cosmo ad esso esterno, affidato ad un contatto diretto-autonomo con la pittura e con gli impasti che annullano qualunque ipotesi d’organicità cromatica poiché a questa preferiscono l’azione di un’imprimitura individuale, passibile di forte spiritualizzazione. Un’imprimitura che non lascia fluire accademicamente il colore, ma al contrario porta alla creazione di eccellenti frizioni abrasive, taglienti e spigolose, appassionate come le sfrontate voluttà incisorie dalla classica linearità segnico-direzionale. La capacità di concepire e costruire tramite strumenti “classici” (pennello, colore, tela) appare particolarmente significativa in una pratica processuale che si spinge oltre la generica categorizzazione astratto -geometrico frammento su frammento, le sovrapposizioni cromatiche distribuite da Roberto Sanchez acquisiscono lo status di caratteriali strutturazioni prospettiche, piani intrecciati dove torna puntuale l’azione coprente-velante-sovrastante delle differenti pigmentazioni. La pittura di Roberto Sanchez si distingue anche per il rigore e l'equilibrio formale delle composizioni geometriche e delle ampie campiture che evidenziavano una tavolozza dai toni tenui, e una ricerca di armonia basata su un gioco di pesi e contrappesi, di cui la chiave di volta era, in sostanza, la ubriacante reiterazione e il reciproco bilanciamento di tasselli cromatici dello stesso colore e di forme geometriche simili, anche se sempre, leggermente, sottilmente diverse, le armoniche composizioni di Sanchez si frammentano le forme si frantumano, si addensano in formazioni più complesse e articolate. Spicca energico il colore che sovrasta e avvolge, mettendo in scena un dinamismo de-compositivo di un raziocinio ciclico e indipendente.

Pubblicazioni
Qui troverai un elenco delle pubblicazioni in cui il mio lavoro è stato presentato, discusso o utilizzato come riferimento. Include cataloghi di mostre, libri d'arte e altri materiali che documentano la mia presenza nel mondo dell'arte.
ALBINO FROLDI, “ Trofeo d’oro L’ Aquilone 1971” – Verbale di premiazione. 13 /02 1971
SERGIO MASELLA, “Galleria di Artisti”, presentazione al catalogo. Circolo culturale “Niccolò Fragianni”. Napoli. 16/10/1971
ALFREDO SCHETTINI, “Tre pittori contemporanei a Il Sombrero”- Corriere di Napoli, 31/10/1971
SERGIO MASELLA, “Arte e Cultura”- periodico ‘Cenacolo Fraggianni’- ottobre/dicembre 1973
SALVATORE DI BARTOLOMEO - ” Due generazioni di artisti alla San Carlo”- Napoli Notte- 30/04/1974
PAOLO RICCI, “Gruppo San Carlo ‘74” – L’Unità- 1/7/1974
MARIO DE CUNTO, Verbale premiazione con medaglia d’oro “Premio Avanti 1974”
SALVATORE DI BARTOLOMEO , “ Gruppo San Carlo ’74, Roberto Sanchez”, Le Arti, 7/8/9 07/1974
MARIA ROCCASALVA , “Artisti alla San Carlo”, L’Unità- 1/7/1976
CIRO RUJU, scheda critica nel catalogo del ‘Premio Pontano 1976 -Napoli
RAFFAELE RICCARDI, “Omaggio alla luce” - mostra Personale. Galleria ‘La Buhardilla’, Napoli. 12/03/1980
VITALIANO CORBI, testo nel catalogo per l’Expo -Arte di Bari, stand Galleria di San Carlo, 1982
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VITALIANO CORBI, “Roberto Sanchez”- presentazione catalogo mostra personale. Galleria ‘ Il Triangolo’ – Cosenza. 04/ 05/1982
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ANNELISE ZWEZ , “Internationale Kunst gibt sich die Ehre” – Catalogo Galleria ‘Del Mese & Fischer’ – Meisterschwanden (CH). 05/11/1983
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ENRICO CRISPOLTI – SALVATORE DI BARTOLOMEO, “Gruppo San Carlo ‘84”, Galleria d’arte moderna di Loiano (BO) - 06/05/1984
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MASSIMO BIGNARDI , “Tra sogno e oblio”, recensione mostra ad ‘Archimass Laboratorio- Giornale di Napoli- 12/04/1988
LUCIANO SCATENI , Presentazione alla edizione di cartelle “Estandoanapoli”- Napoli 1988
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AA.VV. – Catalogo “Premio Nazionale Chiaravallearte”, Luglio 2023
DONATELLA ALONZI, “Tornano le Giornate Europee del Patrimonio”, Napoli Clik- 22/ 09/2023.
AA.VV.- Catalogo “Sintesi 2023”, Fondazione Venanzio Crocetti, Roma, 2023
Catalogo “Arte per la vita” a cura di Giorgio Bertozzi- Fondazione Claudio Gatti e Marisa Rossi, Roma, 2023.
MAURIZIO VITIELLO, “ Declinazioni plurali 2023 al Museo Minimo di Napoli”, rivista Punto d’incontro, Lanciano (Ch) Novembre 2023
MAURIZIO VITIELLO, “Declinazioni plurali 2023- alfabeto emotivo tra fotografia e Digital Art”, Rivista di sociologia La società in … rete. Salerno. Novembre 2023.
MAURIZIO VITIELLO, “ SACRUM 3- Visioni Plastiche Contemporanee” rivista Punto d’incontro , marzo/ giugno 2024, Lanciano (Ch)
ROSARIO PINTO, “L’ Astrattismo Progressivo di Roberto Sanchez” Roma, 23 aprile 2024
MAURIZIO VITIELLO - 'GALLERIA Arte e stile ', rubrica ‘andar per gallerie’- giugno 2024 – Roma
Copertina del 3° numero della rivista ‘Galleria Arte e Stile ’ - Vincitore del concorso “Arte Pop e Post-Pop. Commento redazionale. Agosto 2024
PAOLA GERMANA MARTUSCIELLO – ‘Le nuove linee mediterranee dell’arte si incontrano a Napoli’ - Rivista ‘Naos’ – 10 agosto 2024
CATALOGO DELL’ARTE MODERNA- numero 60: MINO IORIO, in “L’ Astrattismo Napoletano nel contesto del novecento italiano” - Cit. pag. 95 “Astrattismo Progressivo” e in nota12 (pag. 97)
CAM - Sezione ARTISTI ITALIANI DAL PRIMO NOVECENTO AD OGGI – scheda pag. 467
PAOLA GERMANA MARTUSCIELLO –“ Il dialogo delle ombre nella fotografia metafisica di Roberto Sanchez”- Rivista NAOS, 26 novembre 2024
MAURIZIO VITIELLO - “Roberto Sanchez – Evoluzioni astratte”. Catalogo monografico. 2024
MAURIZIO VITIELLO – in “ Alcune mostre in Campania e lazio – AROUND BLUE al Museo Minimo” – Punto di Incontro Arte, novembre 2024
PAOLA GERMANA MARTUSCIELLO – ‘ Roberto Sanchez, le ombre narranti della fotografia surrealista, Rivista 'Galleria Arte & Stile' di Roma. N° 5, 2025
MAURIZIO VITIELLO – ‘Focus sull’artista Roberto Sanchez’ – rivista ‘Orizzonti Culturali Italo-Romeni. 2025
ROSARIO PINTO – ‘Declinazioni creative astratto-informali’- quotidiano 'Roma' del 1° aprile 2025
AA.VV. - “STORYTHINKING”, a cura di Vincenzo Montella. Ed. Amazon Italia. 2025.
MAURIZIO VITIELLO, ‘Mare e Monti’, rubrica Sociologia e Arte – Rivista “Sociologia”- Salerno - dicembre 2025
MAURIZIO VITIELLO, 'Sguardi sul contemporaneo 1'- ediz. La valle del tempo- Napoli 2026
MINO IORIO, recensione su pagina monografica per mostra "mayyehmáyimacqua" a Bologna. Rivista ARTE della Mondadori -febbraio 2026

Approfondimenti
Questa sezione è pensata per chi desidera approfondire la mia arte. Offre accesso a testi specifici, interviste e altre risorse che possono aiutare a comprendere meglio il mio processo creativo e le idee che sottendono alle mie opere.