In queste pagine sono raccolti man mano i testi sull'argomento.
L'Astrattismo Progressivo è una corrente artistica contemporanea, collegata a figure come Roberto Sanchez, che si distingue per un'evoluzione continua e una spinta verso la riscoperta del piacere pittorico, allontanandosi dalla rigidità cerebrale per abbracciare un linguaggio che fonde l'astrazione lirica (emozionale) con una progressione verso forme più dolci, ma mantenendo l'essenza dell'astrattismo, ovvero l'eliminazione di riferimenti oggettivi e l'uso di linee, forme e colori per esprimere concetti interiori e spirituali.
Caratteristiche principali:
- Evoluzione Continua: Il termine "progressivo" sottolinea un percorso di ricerca e sviluppo costante, una pittura che non si ferma, ma si trasforma.
- Oltre la Rappresentazione: Come l'astrattismo in generale, abbandona la rappresentazione fedele della realtà, concentrandosi su composizioni autonome.
- Equilibrio tra Emozione e Forma: Cerca un equilibrio tra l'espressione interiore (lirica) e una costruzione formale più strutturata, senza cadere nel puramente intellettuale.
- Linguaggio Visivo Autonomo: Utilizza colori audaci, pennellate dinamiche, linee e forme per creare un'esperienza visiva e spirituale, spesso con un approccio spontaneo e meno "cerebrale".
- Contesto Contemporaneo: Non è una corrente storica, ma si manifesta attraverso mostre ed eventi artistici che ne esplorano le potenzialità oggi, collaborando talvolta con altre correnti come "Astractura".
In sintesi: È un modo di fare arte astratta che guarda avanti, unendo la spontaneità e l'emozione dell'astrattismo lirico con una ricerca continua di nuove forme espressive, un "crescendo" di emozioni e significati soggettivi.
Da AI di Google
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Rosario Pinto
La prospettiva che si apre con la disposizione creativa di Roberto Sanchez a coltivare la linea di ciò che noi definiamo “Astrattismo Progressivo” dimostra come le ragioni proprie dell’Astrattismo possano spingersi ben al di là della “raffigurazione” delle cose, fornendone una diversa “rappresentazione”. A convincerci di questo giudizio, che si radica nella nostra lunga conoscenza e nella considerazione ermeneutica della sua arte, che si distribuisce nel corso di lunghi decenni, giova la mostra che l’artista rende negli spazi di “Controsegno”, ove, ospite di Veronica Longo, Roberto Sanchez presenta la mostra dal titolo di “Astrattismo Progressivo” (nella foto un’opera). Osserveremo come la linea di “Astrattismo Progressivo” possa giustificarsi, inoltre, come opportunità di verifica di un processo di rastremazione che l’artista sviluppa a partire da ragioni figurative originariamente declinate secondo i modi di un “Realismo di Denuncia”, poi, gradualmente evoluto in formulazioni sempre più avvertite della necessità di lasciare spazio, in premio di una supremazia contenutistica, ad una essenzializzazione delle forme. Ciò ha portato l’artista a costruire formule astrattive di ben definita profilatura, all’interno delle quali ha assunto rilievo la capacità trasfigurativa degli oggetti, man mano deprivati della facies della riconoscibilità cosale e ricondotti, invece, alla loro sostanza eidetica. Si produce, così, l’effetto di un delicato processo di elaborazione intellettuale, all’interno del quale la capacità creativa di Sanchez non ha mai ceduto alla tentazione della deriva “simbolistica”, scegliendo, egli, sempre di aver fede al dettato morale di privilegiare la tenuta “segnica” del proprio intervento creativo: ciò che gli consente di dare corpo ad un ottenimento produttivo in cui approda il processo di trasfigurazione realistica, con l’immagine che progressivamente abbandona la consistenza funzionalistica per attingere la espressività astrattiva.
Dal “ROMA” 23 aprile 2024
Vincenzo Montella
Scheda di presentazione di Roberto Sanchez per il Seminario di Autocoscienza Estetica 2025 presso Il Ramo d’Oro
Artista e teorico dell’“Astrattismo Progressivo”, Roberto Sanchez ha costruito nel tempo una ricerca coerente sul mutamento come struttura fondante del visibile. Diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha fondato il Museo Minimo, realtà curatoriale indipendente nata come home gallery e divenuta, dal 2021, associazione culturale.
Il suo lavoro si articola tra pittura astratta, fotografia, grafica e video, in un’esplorazione continua del tempo come energia plastica. Le sue opere configurano tensioni geometriche e ritmi cromatici che evocano passaggi, soglie, dinamiche evolutive.
Nel seminario, Sanchez ha proposto una narrazione partecipata, fondata sull’interazione con il pubblico: le domande dei visitatori, le scelte delle opere, le suggestioni condivise hanno attivato un processo orizzontale di consapevolezza. Non solo presentazione, ma auto-riflessione.
L’opera di Roberto Sanchez, parte della serie dedicata all’Astrattismo Progressivo, si presenta come un dialogo visivo tra forme geometriche in tensione e movimenti armonici che sfidano la staticità del supporto. Dominano i toni caldi e terrosi accostati al bianco e a sfumature scure e fredde, come il nero e il verde-grigio. Questa palette cromatica crea un forte contrasto che guida lo sguardo dell’osservatore lungo traiettorie curve e linee spezzate, suggerendo un moto continuo che non si esaurisce mai.
La composizione è equilibrata, con una tensione tra le superfici piatte e i segmenti curvilinei che si incrociano e si sovrappongono in maniera vorticistica. Le linee bianche sottili, in particolare, sembrano tagliare e connettere i diversi piani, introducendo un ritmo visivo che amplifica l’impressione di un “fermo immagine” catturato nel flusso temporale. È proprio questo concetto di transizione e passaggio, tipico dell’Astrattismo Progressivo, che caratterizza il lavoro: l’opera non si limita a raffigurare una forma, ma invita a cogliere un momento in un processo evolutivo.
Il risultato è un cronotopo che sfugge a una dimensione lineare del tempo, spingendo invece verso un’idea di simultaneità e fluidità. La sua forza risiede nella capacità di trasmettere energia visiva e concettuale, rendendo l’opera un’esperienza di movimento e cambiamento perpetuo.
Le opere di Roberto Sanchez, caratterizzate da geometrie astratte, contrasti cromatici e trame pittoriche, richiamano alcuni movimenti e artisti chiave della storia dell'arte moderna e contemporanea. Ecco alcuni riferimenti culturali utili per contestualizzare e paragonare le due opere recensite:
MINO IORIO, recensione su pagina monografica per mostra "mayyehmáyimacqua" a Bologna. Rivista ARTE della Mondadori -febbraio 2026
ROBERTO SANCHEZ (www.roberto-sanchez-artistait) nasce е lavora a Napoli ed è protagonista di una lunga carriera di pittore dedito in origine soprattutto alla figurazione fantastica e immaginativa come autore di cicli d'ispirazione urbana. Negli anni della maturità approda all'astrazione diventando il maggiore esponente di un vero e proprio movimento denominato “Astrattismo Progressivo”. Da maestro di questo linguaggio libera l’acqua dalla figurazione per trasformarla in dinamica pura. I suoi campi cromatici pulsano come maree interiori, metafora di un'energia in continuo divenire. Genera cosi complanarità progressive che oltrepassano ogni riferimento topico. Nell’opera astratta che rappresenta la sete affronta un tema universale - il bisogno e il desiderio - attraverso un linguaggio visivo completamente non figurativo. L'artista sceglie di tradurre la sete in una sequenza di riferimenti geometrici e tratti che sembrano seguire una logica autonoma, ma che si organizzano progressiva mente attorno a un fulcro cromatico. Questo fulcro diventa il cuore emotivo dell’opera. Un punto di attra zione visiva che concentra l’attenzione, simile all’oggetto del desiderio in uno stato di mancanza. La scelta del colore поп è casuale е probabilmente viene utilizzato per evocare calore, urgenza o vitalità, mentre le forme geometriche e i tratti circostanti agiscono come tensioni che orbitano attorno a esso, richiamando l’еnergia in movimento. Le superfici complanari su cui i segni si dispongono aggiungono un ulteriore livello di complessità. Infatti, pur nella loro planarità, suggeriscono profondità e interazioni dinamiche. La composi zione genera cosi un equilibrio instabile, dove ogni elemento sembra in attesa di congiungersi o di trovare la propria posizione definitiva, evocando la sensazione di desiderio inappagato che la sete implica. La ripetizione e la variazione dei riferimenti geometrici creano un ritmo visivo, quasi musicale, che guida l'occhio attraverso l’opera, enfatizzando il movimento perpetuo verso il centro. In definitiva, l’opera riesce a rendere concreto l’astratto. La sete diventa non solo un bisogno fisiologico, ma anche un'esperienza emotiva e concettuale. L'interazione tra colore, forma e disposizione spaziale suggerisce un dialogo tra ordine e caos, mancanza e completamento, mostrando come l’arte astratta possa comunicare con forza sensazioni universali senza ricorrere a immagini riconoscibili. il risultato è un’opera intensa, meditativa, che stimola sia la percezione visiva sia la riflessione interiore in cui la complanarità dei piani e la loro sequenza analitica esprimono una cronotopia d’insieme che è il portato fondante dell’Astrattismo Progressivo (cfr. R. Pinto, Roberto Sanchez, Nocera Superiore, 2022).